PRIMO RESOCONTO DEL SERVIZIO CONFESSIONI GMG 2000
(Apparso a fine Agosto 2000 sul sito ufficiale della XV GMG)



Premessa

Le idee guida

Il progetto

La fase di realizzazione

L’evento

Considerazioni finali

Premessa

Questo resoconto rappresenta un primo tentativo di valutazione di un evento che merita ulteriori approfondimenti. Se il Signore vorrà, nei prossimi mesi mi impegnerò in un lavoro più dettagliato di raccolta dei dati e delle riflessioni che svilupperò nella tesi di Dottorato in Teologia. Molti sacerdoti e giovani lo hanno richiesto e penso ne valga la pena.

Le testimonianze che allego in nota a titolo esemplificativo confermano e rilanciano alcune intuizioni qui riportate. <Top>

Le idee guida:

  1. L’evento della GMG rappresenta una grande festa di Chiesa universale. A questa dimensione cosmica il Sacramento della Riconciliazione unisce la dimensione personale. Ogni giovane è individualmente amato, ascoltato, perdonato dal Signore.
  2. Il Sacramento della Riconciliazione viene normalmente vissuto come un evento faticoso, imbarazzante e solitario. È invece la festa di Dio e dei Suoi amici (Lc 15,9) per ogni figlio che ritorna a Lui. Ciò non appare a sufficienza nella prassi penitenziale ecclesiale. [1]
  3. Il perdono di Dio è affidato alla Chiesa ed in particolare ai ministri della riconciliazione, i sacerdoti, che esercitano la doppia rappresentatività di Cristo e della Chiesa. Sembra opportuno che a rappresentare la Chiesa possano essere, assieme al sacerdote, altri “ministri” che manifestino la gioia di una comunione ritrovata. [2]
  4. Il Sacramento della Riconciliazione va riscoperto nell’espressività dei gesti e delle parole che il Rito della Penitenza ci consegna e si colloca in un cammino di conversione segnato dall’ascolto della Parola di Dio.
  5. I ministri della riconciliazione hanno da Dio un dono prezioso. Vanno onorati e valorizzati per il bene straordinario che il Signore ha affidato a loro per tutti e non vanno lasciati soli in un compito tanto delicato. [3]

Il progetto:

Le idee guida sopra citate sono state tradotte in un progetto operativo che può essere così sintetizzato:

  1. Abbiamo studiato una collocazione nella quale trovassero ospitalità un numero elevato di confessionali (312) ma disposti in vari ambienti di dimensioni sufficientemente contenute (13 pagode contenenti ciascuna 24 confessionali), in modo che creassero assieme un ambiente raccolto e visibile. Ad ogni confessionale è stato riservato uno spazio sufficiente alla delicatezza di un incontro che deve essere personale.
  2. All’interno di ognuno di questi ambienti è stato ricavato uno spazio per preparazioni individuali e comunitarie al Sacramento. La coralità della celebrazione e la sua visibilità, manifesta l’unità di intenti e il sostegno reciproco nella preghiera di tutti in una vera assemblea. [4]
  3. Abbiamo preparato per il Servizio Confessioni 200 giovani di Sassuolo che erano già impegnati con questo stesso stile nella Missione Giovani (Jump) che si sta svolgendo da tre anni nella Valle del Secchia (Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla). A questi si sono aggiunti 15 giovani del G.A.M. ed alcuni seminaristi dei Legionari di Cristo che si sono preparati sullo stesso percorso penitenziale. Primo compito a loro affidato era quello di accogliere con gioia ogni giovane e gruppo di ragazzi che desiderasse riconciliarsi, attraverso un sorriso o qualche forma di attenzione sincera. Ancora a loro era poi affidata la preparazione di quanti lo desideravano con percorsi penitenziali, studiati a partire dai testi utilizzati al Circo Massimo per l’Eucaristia (Rm 12,1-2.9-18 e Mc 10,17-22) in modo da “consegnare” al sacerdote il giovane cosciente della sua condizione davanti a Gesù. Centro del percorso penitenziale è stata l’espressione “fissatolo lo amò”. Ai giovani volontari, infine, è stato chiesto di accogliere e concludere il Sacramento attraverso un segno di gioia per la riconciliazione: un gesto, una parola, un abbraccio nel quale sperimentare la forza espressiva derivante dall’autenticità, per concludere poi assieme la celebrazione ai piedi della croce delle GMG con l’offerta dell’incenso.
  4.  Per esprimere la dignità della celebrazione si è dato risalto all’atteggiamento esteriore di contegno del ministro, all’abito (un camice bianco e una stola) e al gesto di imposizione delle mani sul capo del penitente, troppe volte stilizzato e invisibile. Il percorso penitenziale è stato inserito all’interno della Catechesi Giubilare perché non costituisse un momento a se stante. È stata elaborata per l’occasione una particolare Preghiera del Penitente [5] , che poteva essere usata in sostituzione del tradizionale Atto di Dolore: tale preghiera è stata elaborata a partire da un testo del Santo Padre contenuto nel messaggio per la XIV GMG, e con un riferimento particolare ai testi penitenziali usati per la preparazione.
  5. I sacerdoti sono stati avvertiti della possibilità di confessare attraverso le Conferenze Episcopali, gli Uffici Diocesani di Pastorale Giovanile, le riviste di pastorale, i Collegi Universitari e mediante il Sito Internet della GMG. A loro è stato chiesto di dichiarare la loro disponibilità oraria e le lingue parlate; abbiamo offerto a chi lo richiedeva il vitto e l’alloggio per i giorni della GMG. È stato inoltre elaborato un complesso programma di gestione informatizzata dei sacerdoti per assicurare la copertura in ogni fascia oraria di confessori per ciascuna delle lingue prevalenti nella GMG.

La fase di realizzazione:

A partire dal Giugno 1999 mons. Mauro Parmeggiani mi ha rivolto la richiesta di pensare a come celebrare il Sacramento della Riconciliazione durante la GMG. Da lui, mi è parso, è nata la felice idea di inserirlo in questo evento. Da quel momento sono state elaborate idee e proposte.

Referente costante del Servizio Confessioni è stato il Comitato Centrale per la GMG e l’Ufficio Grandi Eventi, particolarmente nella persona di padre A. Feretti.

La sede operativa del Servizio è stata in Via della Pigna 13/a presso la sede del Comitato Italiano per la GMG2000.

Coordinatore dell’inserimento dei sacerdoti iscritti prima dell’evento è stato il dott. Pietro Piacenti.

Prezioso collaboratore, a partire dalla primavera 2000 è stato don Enzo Policari che si è occupato del reperimento degli alloggi per i sacerdoti che lo richiedevano e si è prestato come interlocutore degli stessi per svariate richieste.

I giovani volontari disponibili al Servizio Confessioni hanno accolto l’invito ad iscriversi come pellegrini per poter meglio concentrarsi su un servizio che si configurava come particolare e necessitava di una adeguata preparazione.

L’architetto R. Malfatto ha assunto la responsabilità delle strutture da allestirsi nel Circo Massimo.

Il giorno 15 Agosto 2000 sono stati convocati i sacerdoti che avevano dato la disponibilità per il Sacramento. Ad essi è stato esposto il progetto: è stata estremamente favorevole la loro risposta e generosa la loro disponibilità. Agli incontri in preparazione hanno partecipato circa 450 sacerdoti che hanno caratterizzato lo stile dell’evento diffondendo tra i confratelli le idee guida della Celebrazione.

L’evento

  1. L’affluenza oltre ogni aspettativa ha suscitato risonanze molto ampie. Sono stati 1800 i sacerdoti iscritti, certamente più di 2000 quelli che si sono prestati per le confessioni; tra loro anche molti vescovi (il dato preciso non è ancora disponibile) [6] . I giovani che si sono potuti accostare al Sacramento sono compresi tra 120 e 180 mila. Le confessioni sono state celebrate in almeno 40 lingue diverse.
  2. La qualità della celebrazione del Sacramento è stata tale da suggerire riflessioni approfondite che possono aprire nuovi orizzonti.
  3. Occorre forse riflettere sulla figura di nuove ministerialità per il Sacramento della Riconciliazione, come avviene per i Ministri Straordinari dell’Eucaristia che sono anche nella vita strumenti di Comunione.
  4. Molto apprezzata è stata la Preghiera del Penitente che sembra esprimere bene, secondo la sensibilità giovanile l’atteggiamento di conversione e di affidamento di chi celebra il Sacramento. [7]
  5. Anche se l’evento della GMG conserva un carattere straordinario e irripetibile, tuttavia molti aspetti della celebrazione sono apparsi provvidenziali e utili per un vero rilancio del Sacramento che risulta attualmente incompreso da tanti giovani. [8]
  6. Il clima di conversione è apparso sincero e profondo [9] , lontano dalle descrizioni maldestre e preconfezionate di alcuni mezzi di informazione. [10]
  7. Molti confessori hanno esplicitamente dichiarato di aver ricevuto da questa occasione un nuovo impulso al loro ministero presbiterale.

Considerazioni finali

Il bilancio di questa esperienza è straordinariamente positivo. [11] Molti hanno affermato che si è trattato di una nuova Pentecoste. [12] I motivi di questa riuscita vanno cercati nel cuore di Dio; noi tentiamo semplicemente l’indicazione sommaria di alcuni aspetti che l’hanno favorita.

  1. E’ stata indubbiamente molto indovinata l’idea di dedicare al Sacramento della Riconciliazione uno spazio adeguato in un’occasione nella quale i giovani sono portati ad avvertire con particolare intensità il desiderio di riconciliarsi con Dio e tra di loro. Appare evidente, infatti che tra i giovani venga considerata con molta attenzione la qualità delle relazioni. L’abbattimento dei muri di separazione rappresenta per questo motivo l’occasione della gioia più profonda, perché rappresenta l’inizio di una Vita nuova.
  2. Anche in questa circostanza, come nell’incontro con il Santo Padre a Tor Vergata è emerso il bisogno grande di paternità che i giovani manifestano in ogni occasione sia loro consentito. Essi non dissimulano e non fuggono le loro responsabilità, ma hanno bisogno di luce e di perdono.
  3. E’ opportuno sottolineare con segni adeguati anche il momento successivo all’assoluzione dei peccati, che è parte importante della Celebrazione del Sacramento.
  4. Penso si sia rivelato prezioso [13] l’apporto dei giovani volontari sia riguardo ai sacerdoti, sia nell’accoglienza ed accompagnamento dei penitenti. [14]
  5. Molti sacerdoti mi hanno pregato di raccogliere testimonianze delle tante conversioni e segni di vocazioni che lì sono maturati: è stato per tutti un motivo di conforto asciugare tante lacrime di gioia che hanno bagnato il Circo Massimo in quei giorni.

don Luca Ferrari

Responsabile Servizio Confessioni



[1] “Ho vissuto tre giorni di gioie particolari al Circo Massimo incontrando tanti giovani che hanno fatto esperienza della gioia del perdono. Alcuni coinvolti dall’azione penitenziale comunitaria, si sono lasciati guidare dal gruppo ed hanno potuto ritrovare la gioia di un amore che forse pensavano perduto. … E’ stata chiamata “La festa del Perdono”, posso affermare che è stata proprio così.” Don Italo Colombini

[2] “molti giovani sebbene si accostassero, almeno saltuariamente, al  sacramento della Penitenza, hanno riscoperto e vissuto con maggiore consapevolezza questo prezioso strumento della misericordia di Dio. Lo testimonia la serietà con cui si sono preparati a riceverlo e viverlo, grazie soprattutto alla presenza di giovani volontari che hanno disposto i penitenti a vivere questo sacramento come un incontro con Cristo. Crediamo che la presenza per i giovani penitenti dei loro coetanei che parlavano nel loro linguaggio dell’amore misericordioso di Dio - indicato dalle parole: “fissatolo lo amò” - aiutandoli nello stesso tempo a guardare bene in faccia la realtà del peccato nella loro vita, a mettersi con verità di fronte a Dio e ad accogliere le parole del sacerdote, abbia dato un’impronta particolarmente positiva per cogliere con abbondanza il frutto di questo sacramento.” P. Michele Scarso O.P. e padre Giorgio Carbone O.P.

[3] I ragazzi della reception e nei tendoni sono stati squisiti, delicati non solo con noi, cosa che può far piacere ma non deve essere necessariamente rilevante, ma soprattutto con i penitenti, che sono stati accuditi e, quasi, coccolati, sia prima che dopo la confessione.” P. Lorenzo Pasquotti

[4] “E’ riuscito in pieno il tentativo di voler togliere quell’idea un po’ cupa del sacramento della riconciliazione come fatto vergognoso da sbrigare di nascosto all’insaputa di tutti.

La sistemazione dei confessionali, l’aver creato un ambiente appartato e raccolto, ma allo stesso tempo aperto alla vista di tutti, ha fatto dire a moltissimi: “ Ma allora ci si confessa ancora!”.” Don Luca Piacentini

[5] Questo il testo della Preghiera del Penitente:

“Padre buono,

Ho bisogno di Te, conto su di Te per esistere e per vivere.

Nel Tuo Figlio Gesù mi hai guardato ed amato.

Io non ho avuto il coraggio di lasciare tutto e di seguirLo

e il mio cuore si è riempito di tristezza,

ma Tu sei più forte del mio peccato.

Credo nella Tua potenza sulla mia vita,

credo nella Tua capacità di salvarmi così come sono adesso.

Ricordati di me.

Perdonami!”

[6] “La mia prima impressione, arrivando al Circo Massimo, è stata di sincera ammirazione per l'organizzazione di questo momento delicato ed essenziale all'interno del pellegrinaggio giubilare. Ho ammirato i volontari che con competenza e disponibilità assegnavano i confessionali, preparavano i gruppi alla celebrazione del sacramento, invitavano a mantenere un clima di raccoglimento e di silenzio all'interno dei tendoni. Ma la mia grande sorpresa è stata anche nel costatare il gran numero di confessori a disposizione: non solo quelli che come me avevano dato e registrato la loro disponibilità, ma soprattutto quelli... dell'ultima ora!” P. Mario Scalici mSC

[7] “Indovinatissima la preghiera del penitente. Quasi tutti lasciavano cadere abbondanti lacrime durante la recita a cominciare da: “Nel tuo Figlio Gesù mi hai guardato e amato”. Parecchi poi non riuscivano a proseguire dalla commozione dopo le parole: “Ma Tu sei più forte del mio peccato”.

Il dolore per aver tradito l’Amore sentito e sperimentato è stato l’anima del pentimento della stragrande maggioranza dei giovani che si sono confessati.” Don Luca Piacentini

[8] “Credo proprio che il grande miracolo di queste giornate sia stato proprio questo, aver aperto i cuori di tanti giovani all’accoglienza di Gesù, in modo da proseguire il loro cammino di fede, con una marcia in più, confortati dal fatto che tanti altri credono come loro e hanno il coraggio di “sprecare” la loro vita per Lui”. Fr. Piero Vivoli O.f.m. Capp.

[9] “sono stato molto commosso dalla umiltà e sincerità con cui essi condividevano le gioie e le sfide della loro relazione con Dio e con gli altri.” Rev. Patrick J. Travers

[10] “…in linea di massima, non sono stato sconvolto dai loro peccati, bensì dal loro fermo desiderio di riprendere il cammino di fede con serietà. Ho percepito in alcuni casi la necessità e il desiderio di comprendere meglio il sacramento, di riappropriarsi con maturità e verità del valore evangelico della riconciliazione, di superare alcune storture dovute ad una educazione alla fede superficiale e limitata.” P. Mario Scalici mSC

“Si è parlato molto in quei giorni dei peccati dei ragazzi, lo ha fatto soprattutto la stampa laica, con l’aria di chi si crede autorizzata di poter parlare di tutto e di tutti. Hanno scritto fiumi di parole per riportare impressioni solamente sentite dire, o molte volte notizie già preconfezionate: i giovani non sanno confessarsi, i giovani non ritengono peccato ciò che è legato alla sfera della sessualità… Ebbene, io posso dire che queste sono tutte menzogne! Io ho trovato tanti giovani che sanno confessarsi e bene, ragazzi dinanzi ai quali si rimane edificati per la vita di preghiera che conducono, per la frequenza al sacramento della riconciliazione e al sacrificio eucaristico. Ho confessato ragazzi che hanno una chiara percezione del peccato, anche legato alla sessualità, che, specie in questa materia, non si sono lasciati assopire la coscienza dalla stampa libertina, la cui oggettività nel riportare le notizie è dettata semplicemente dal numero di copie in più che possono essere vendute. Ho confessato ragazzi sinceramente assetati della misericordia di Dio, nonostante le difficoltà umane.” Fr. Piero Vivoli, O.f.m. Capp.

[11] Ho vissuto al Circo Massimo un'esperienza davvero indimenticabile e ricca di stimoli per il mio futuro ministero. P. Mario Scalici mSC

[12] Servire come confessore al Circo Massimo durante la 15° GMG celebrata a Roma in questo anno millenario è stato uno dei momenti di maggiore soddisfazione del mio ministero sacerdotale.” Rev. Patrick J. Travers

[13] “se, come è stato fatto qui, sono gli stessi giovani che aiutano i loro coetanei a prepararsi alla ricezione del sacramento, allora i giovani si sentono più incoraggiati a confessarsi.” Prof. Don Luiz Navarro

[14] Altra caratteristica di questa celebrazione del sacramento della penitenza nella GMG è la presenza di ragazzi e ragazze come parte attiva. All’inizio in verità ne ero un po’ perplesso, perché non ne capivo il ruolo. Ma non trascorse molto tempo per benedirne la provvidenzialità. Posso attestare dopo tre giorni di confessionale che non ho trovato nessuno impreparato alla celebrazione di tale sacramento. Anzi…….!” don Luca Piacentini