SEZIONE
SECONDA - Riflessioni teologiche e proposte pastorali
2. La dimensione personale e la dimensione comunitaria della Riconciliazione
Mi
sono molto interrogato, a seguito di tanto fervore di giovani, su ciò
che li aveva indotti, durante la XV GMG, ad accostarsi con sincera ed intensa
commozione al Sacramento della Riconciliazione. È lo stesso interrogativo
che mi sono posto anche in altre occasioni in cui ho toccato con mano, soprattutto
alla conclusione di Corsi di Esercizi Spirituali o di giornate di Ritiro, oppure
in altre GMG, la gioia fino alle lacrime di chi ritrovava la piena comunione
con Dio.
Che cosa, nell'esperienza del Circo Massimo, è riuscito a toccare il
cuore di quella folla sterminata di giovani?
Più volte mi sono ripetuto che in quell'occasione i giovani hanno dato
un segnale forte a tutta la Chiesa, eppure in quei giorni tanti pregavano per
loro, li accompagnavano con la fede, chi dal proprio monastero, chi dalle comunità
parrocchiali, chi da un letto di sofferenza. E indubbiamente la piena fiducia
in Dio e in loro che il Santo Padre aveva dimostrato non poteva lasciare i giovani
indifferenti. Gli ingredienti di una GMG sono sempre tali per cui è difficile
stabilire da dove venga lo Spirito e dove vada (crf. Gv 3,8).
Ma la vera novità di quell'occasione, non effimera o teorica, mi è
sembrata la forza con cui al Circo Massimo la Riconciliazione diventava evento
profondamente comunitario e, insieme, assolutamente personale. La scelta di
confessionali discreti e visibili contemporaneamente, e soprattutto la presenza
di giovani che si dimostravano sinceramente felici di invitare, accogliere,
accompagnare e riaccogliere quanti si disponevano ad un incontro di perdono
mediante il sacerdote, restituiva più chiaramente all'avvenimento il
significato che Gesù ci ha espressamente indicato nel Vangelo.
Questa riflessione mi ha indotto a ricercare ciò che ricordavo di aver
letto, giovane studente di Teologia, sul Sacramento della Riconciliazione nella
Chiesa dei primi secoli, per tornare con più passione a quella dei nostri
giorni.
Più rifletto su quei giorni e più mi convinco che quell'avvenimento,
quasi inconsapevolmente, ci aveva riportato alla genuina riscoperta di aspetti
forse in parte dimenticati da confessori e penitenti.