Giovani e Riconciliazione
una storia vera


PRIMA SEZIONE - La storia di un evento

"L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore..."

Venerdì, 18 agosto 2000, ore 20.15. Sta calando la sera sulle suggestive rovine della Roma Antica, sull'arida spianata del Circo Massimo, sulla interminabile serie di gazebo bianchi sistemati su Via dei Cerchi. Gli ultimi giovani pellegrini se ne stanno andando. Anche i confessori più zelanti lasciano la loro postazione, cedendo il passo ai volontari impegnati a smontare le transenne. Siamo rimasti solo noi, ormai, in questo luogo che, per tre incredibili giorni, è stato la nostra casa: qui abbiamo visto passare migliaia e migliaia di volti, di storie differenti; qui abbiamo raccolto lacrime e scambiato sorrisi; qui abbiamo visto rifiorire la speranza in chi credeva di averla persa. Ma, soprattutto, qui abbiamo toccato con mano come il Signore sappia compiere opere straordinarie, plasmando con la Sua forza la nostra debolezza.
Non servono molte parole per chiamare a raccolta questi giovani, che con me e come me hanno sperato e creduto in questo fiume di Grazia, sgorgato dalla forza e dalla tenerezza della misericordia di Dio: "E se cantassimo tutti insieme un bel Magnificat?" Ed ecco, in un attimo, tutte quelle magliette identiche del "Servizio Confessioni" si avvicinano e si dispongono in cerchio, rendendo visibile il desiderio di far salire al cielo un unico, immenso grazie:

"... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il Suo nome"

Sì: siamo stati tutti testimoni di fatti così straordinari, che altre parole potrebbero sciupare la profondità di questo momento. La preghiera di Maria apre al ringraziamento più intimo, nella consapevolezza di essere non artefici ma strumenti, di non aver donato, ma ricevuto, di essere stati condotti per mano da una regia sapiente.
Nella quiete e nel silenzio irreale che sembra avvolgere ogni cosa, tanti ricordi riaffiorano e si accavallano: le gioie immense di questi ultimi giorni, la fatica dell'allestimento e della gestione, le speranze e le attese dei primi progetti e preparativi. Le immagini e le esperienze vissute sono talmente forti e vive dentro di me, che all'improvviso, nella commozione di questa sera, mi sorprendo a pensare ai diversi luoghi, ai momenti, alle occasioni, alle persone che hanno reso possibile tutto questo… La memoria si spinge sempre più indietro, per ripercorrere ogni tappa di questo evento così a lungo preparato e desiderato, … a partire da una inattesa richiesta di un'altra sera d'estate.