PROPOSTE PER L'ANIMAZIONE DEL CIRCO MASSIMO
IN OCCASIONE DELLA GMG 2000
(don Luca Ferrari - 16 agosto 1999)



Premessa generale

La giornata mondiale della gioventù cade nel 2000 in coincidenza con il Giubileo.  In modo nuovo rispetto alle precedenti giornate si è sottolineata con forza la necessità di dare ai giovani che vi parteciperanno, un'occasione speciale di riconciliazione.

Mi sembra che nei documenti in preparazione a questo appuntamento, sia dal S.Padre che dalla Conferenza Episcopale, si attribuisca grande importante al Sacramento della Penitenza. [1] Essi sono un'ottima base di riflessione da cui scaturiscono le seguenti proposte. [2]

La GMG 2000 diventerà così una preziosa occasione per far riscoprire e rilanciare un sacramento che è risaputo soffrire di una diffusa disaffezione.  Se ben celebrato può dare occasione a sacerdoti e giovani di riproporlo con costanza a tanti giovani.

Opportunità e difficoltà

opportunità

·        Offrire un'adeguata catechesi ed una nuova possibilità di vivere il sacramento della Penitenza che spesso è disertato perché non compreso o non vissuto in contesto di vera conversione.

·        Riscoprire le potenzialità del Rito della Penitenza in un contesto in cui gli è particolarmente congeniale: la GMG infatti dispone il giovane al desiderio di una piena comunione con Dio e con i fratelli.

·        In questa occasione particolare del Giubileo è possibile conferire alla GMG una dimensione individuale assieme a quella universale.

difficoltà

·        La difficoltà maggiore è evidentemente rappresentata dal numero e dalla concentrazione dei giovani che parteciperanno nello stesso tempo e nello stesso luogo agli appuntamenti.

·        Un'ulteriore difficoltà sarà legata alla concomitanza con le celebrazioni eucaristiche, durante le quali sarà difficile garantire un clima di raccoglimento.  Probabilmente queste occuperanno la maggior parte del tempo disponibile durante la giornata.

·        Per questa ragione la possibilità di dare una preparazione adeguata e legata al sacramento ai partecipanti richiede un notevole sforzo organizzativo.

·        Probabilmente l'orario notturno, che d'altra parte i giovani normalmente “vivono” come privilegiato, sarebbe più adatto a creare la necessaria intimità, pur comprendendo che questa opzione richiederebbe una gestione accorta dei trasporti e delle prenotazioni.

·        Non possiamo dare per scontato che tutti i giovani conoscano il sacramento e sappiano prepararsi autonomamente a quell'appuntamento.

Criteri generali

Occorre anzitutto chiedersi quanto si sia disposti a dare al sacramento della Riconciliazione uno spazio congruo rispetto ad altre celebrazioni, catechesi o appuntamenti. [3]

Occorre immaginare anche nei giorni che preparano l'incontro con il S. Padre un'alternativa alla “possibilità di confessarsi” come è successo in altre GMG, magari nel corso di un'altra celebrazione, così come spesso avviene anche in tante parrocchie durante le Eucaristie con partecipazione massiccia di persone.  Si può immaginare un percorso particolare che permetta ai giovani di fare esperienza della Grazia di Dio attraverso un'attenzione specifica posta alla preparazione, alla celebrazione e alla conclusione del cammino penitenziale.

Se si desidera lasciare a coloro che passano dal Circo Massimo il ricordo di un momento forte di riconciliazione, occorre evidenziare che, anche se non saranno molti coloro che percentualmente si potranno accostare al Sacramento della Penitenza, è bene “lanciare” il messaggio, perché ciascuno possa viverlo durante quelle giornate come appuntamento decisivo.

In questa GMG sarebbe opportuno far vivere la dimensione pienamente ecclesiale della riconciliazione attraverso una precisa attenzione da parte non solo del ministro celebrante il sacramento, ma anche di qualche giovane volontario addetto al servizio, che potrebbe manifestare più ampiamente la gioia di tutta la Chiesa per ogni conversione.

Idee guida

·        La celebrazione del Sacramento della Penitenza deve avvenire in un luogo “decoroso”, con i segni che manifestino che quell'azione è del Signore.

·        Il celebrante  deve esprimere non solo nelle parole, ma anche nel contegno e  nell’abito [4] la dignità del momento.

·        Il senso penitenziale del giubileo si esprime curando con particolare attenzione il singolo penitente, pur dando al Sacramento della penitenza un senso ecclesiale che non sempre viene valorizzato.

·        Occorrerebbe immaginare un percorso, almeno negli orari in cui non ci siano altre celebrazioni, che preveda un breve momento dedicato di preparazione (potrebbe avvenire anche per piccoli gruppi), un momento personale di riconciliazione e un ultimo momento di ringraziamento davanti alla croce.  In questo modo il sacramento si inserisce nel suo contesto più vero.  Ciò potrebbe avvenire più facilmente negli orari in cui non si celebra l'Eucaristia.

·        Sarebbe desiderabile lasciare il giovane con il desiderio di intraprendere un costante cammino di conversione attraverso l'invito a frequentare assiduamente e con regolarità il Sacramento della Penitenza.

Progetto generale

  Le tipologie della celebrazione del Sacramento in questa occasione debbono tener presenti le differenti disposizioni con le quali i giovani si accosteranno.

     A questo scopo potrebbe essere utile prevedere questi differenti "tipi" di penitenti:

a.         coloro che vengono a Roma con un sacerdote  che è anche il loro confessore, o almeno assistente.

b.         coloro che in occasione della confessione non si separerebbero dal gruppo di appartenenza, ma al contrario gradirebbero una preparazione e una condivisione del momento di festa individuale.

c.         i penitenti “segreti”, cioè quelli che non amano dare nessuna dimensione di pubblicità nell'accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.

Proposta

Il luogo

Si tratta di stabilire se la zona designata per il percorso penitenziale sia il luogo dove proporre un momento che resti significativo nella memoria per la riconciliazione.

        

         Prevediamo per i piccoli gruppi che vengono con il loro sacerdote (a.) una serie di piccoli “confessionali” attorno ai quali si può svolgere la preparazione coadiuvata da un giovane volontario collocati sul lato del Circo Massimo che culmina al centro con l'altare.

Sul lato opposto possiamo disporre di una serie di piccoli “chiostri” aperti, al centro dei quali i giovani vengono accompagnati da volontari per la preparazione comunitaria di piccoli gruppi (b.), omogenei per lingua.

Nell'interno del “chiostro” che sarà costituito da una struttura semplice, leggera ed economica, ci saranno tante piccole “celle” dove sono disponibili confessori della medesima lingua.

Al termine del sacramento tutti i giovani potrebbero essere condotti da un volontario che esprime la gioia di tutta la Chiesa al centro del Circo Massimo di fronte alla croce per il ringraziamento.

Per queste due strutture semplici e funzionali, sormontate da una “vela” si vedano i disegni allegati.

Per i cosiddetti penitenti “solitari” (c.) potrebbe essere utile allestire dei luoghi più raccolti, magari in Chiese limitrofe o comunque sparse per Roma, dove si trovino confessori di lingua diversa disponibili ad accoglierli nell'arco del giorno e della notte.

Rito per la Riconciliazione

Nella preparazione un giovane (o un seminarista o diacono) accoglie il gruppo e legge un brano della S.Scrittura [5] , e un breve esame di coscienza che sarà stampato nelle varie lingue per l'occasione.

Per la celebrazione è utile prevedere una preghiera penitenziale (sarebbe interessante che fosse il S.Padre a suggerirla o approvarla) più adatta dell'abituale (almeno per noi italiani) “atto di dolore” ad esprimere secondo la sensibilità giovanile il momento di conversione [6] . E’ bello  pensare ad un segno che può essere consegnato dal ministro o da un giovane volontario, che resti al penitente a ricordo di quel momento.  Si presta molto bene per l'occasione un anello, a sottolineare la ritrovata dignità di Figlio di Dio, secondo la parabola del Figlio Prodigo, oppure una perla da mettere al collo per esprimere secondo l'immagine di Apocalisse 21 la porta della Città Santa: la perla si costituisce infatti quando un'impurità entra in un'ostrica.  Così quando la nostra impurità viene “lavorata” dall'amore di Dio, può divenire porta, tesoro prezioso.  Il richiamo è evidente al passaggio della porta santa di S.Pietro che dovrebbe avvenire nella stessa giornata.  Questo segno tuttavia richiederebbe una piccola spiegazione, magari scritta da allegare . [7]

Al ringraziamento si può fare un canto o un gesto di riconciliazione (es. un abbraccio, una stretta di mano, ...) [8] che si conclude con la silenziosa adorazione della croce. [9]

Logistica generale

E’ evidente che questa impostazione si rende possibile fuori dalla concomitanza con altre liturgie e potrebbe perciò funzionare meglio durante la sera e la notte, come nella mattina presto, dove i gruppi potrebbero prenotarsi per tempo, magari già al momento dell'iscrizione, oppure attraverso una rete informatica da approntare allo scopo.  Si tratterebbe di uno sforzo ampiamente ricompensato.

I confessori

Ai sacerdoti si può fornire una sorta di “abito liturgico” pensato e disegnato per l'occasione.  Inoltre questo potrebbe facilitare la visibilità dei ministri disponibili anche al momento dell'incontro con il S.Padre a Tor Vergata.

Occorrerà contattare confessori che siano disponibili a dare il loro tempo, contattando monasteri e conventi, oltre che sacerdoti delle diocesi,che non siano impegnati ad accompagnare gruppi.  Probabilmente da questi possiamo attenderci un impegno più prolungato nel tempo.

Le cifre

Considerando di poter fruire contemporaneamente e continuativamente di 33 “chiostri” con 13 confessionali ciascuno più 30 confessionali per gruppi per un totale di 20 ore al giorno, prevedendo una durata media per ogni confessione di 10 minuti, si riescono a confessare in media circa 50000 persone al giorno.  La stima naturalmente suppone uno “sfruttamento continuo” e ottimale delle strutture, e riguarderebbe un quinto dei passaggi medi al giorno di giovani dal Circo Massimo.

Se prevediamo di sfruttare ancor più massicciamente il Circo Massimo, occorre tuttavia fare attenzione a non dare l'idea della eccessiva sbrigatività, altrimenti privilegiando soltanto il numero si finirebbe per penalizzare troppo un aspetto non secondario.

A questa cifra vanno aggiunti i giovani che si confesserebbero nelle Chiese circostanti.  Non è difficile prevedere un grande afflusso nel caso le confessioni siano ben preparate.  Se possiamo contare su queste presenze sarebbero necessari circa 1500 sacerdoti al giorno/notte al Circo Massimo più qualcun altro nelle Chiese circostanti.

Il servizio

E’ necessario predisporre la presenza costante di un volontario per ogni gruppo di confessionali (chiostro) per almeno tre turni giornalieri (giorno e notte).



[1]   Cfr.  Giovanni Paolo II:  Tertio Millennio Adveniente,  Bolla di Indizione del Giubileo, Testo di Giovanni Paolo II per la XV Giornata Mondiale della Gioventù;

dal Comitato nazionale per il grande Giubileo: Sospinti alla conversione, alla penitenza, alla speranza (SCPS); Pellegrinaggio, Penitenza e Conversione (PPC).

[2] Cfr. PPC (Sirboni): “Se la conversione è lo scopo ultimo del Giubileo (cfr. TMA 50), non dobbiamo dimenticare che la dimensione penitenziale di questo ultimo anno di preparazione è fondamentale.  Non si tratta tanto di parlare sulla penitenza, ma di "iniziare" alla penitenza attraverso l'esperienza liturgica che è strumento sacramentale ed efficace dello Spirito che "nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado" (SC 7). Come è già stato detto, la liturgia è la prima scuola, palestra, di vita cristiana, aperta veramente a tutti.”

[3] Cfr. PPC (Sirboni): "Nella stessa struttura e gestione degli spazi liturgici deve infatti apparire evidente come la conversione e la riconciliazione siano elementi portanti della Chiesa popolo di Dio.  Sempre la prassi che sta alle nostre spalle ci ha fatto dimenticare che il sacramento della penitenza è una celebrazione liturgica e non un semplice colloquio confidenziale. "

"Se proprio si ritiene opportuno che vi sia una sedia e un tavolino attorno al quale la persona (che in tale situazione non oso ancora chiamare con il termine liturgico di penitente!) possa presentare al prete anche i suoi problemi e dubbi, è altrettanto opportuno e doveroso che almeno gli elementi liturgici che costituiscono il sacramento (la parola di Dio, l'accusa, la preghiera del penitente, l'imposizione delle mani con la preghiera di assoluzione, il rendimento di grazie) siano posti in un contesto ben diverso, con il penitente in piedi o in ginocchio, davanti al crocifisso o ad altra icona adatta, magari anche davanti alla Bibbia posta in debito onore, mentre la figura delprete (che le norme prevedono orante con il penitente!) in questo momento dovrebbe passare in secondo piano.  Deve apparire chiaro che mentre nel colloquio prevale la figura del prete con le sue qualità e le sue lacune, nel sacramento prevale l'azione di Dio. "

"L'anno che ci sta dinanzi è una provvidenziale opportunità per rinnovare in questo senso anche lo spazio liturgico della penitenza in vista di una celebrazione significativa.”

[4] Cfr. idem "Per questo l'abito liturgico, in situazioni normali, non è superfluo, come invece sta diventando...

L'educazione alla penitenza si fa anche attraverso questi piccoli, ma non secondari accorgimenti.”

[5]   Cfr.  Rito della Penitenza n. 24.

[6] Per esempio potrebbe essere adatto un testo come quello inserito da Giovanni Paolo Il nel Messaggio per la GMG'99:

“Ho bisogno di te, conto su di te per esistere e per vivere.  Tu sei più forte del mio peccato. Credo nella tua potenza sulla mia vita, credo nella tua capacità  di salvarmi così  come sono adesso.  Ricordati di me.  Perdonami!”.

[7] Sul significato di questo segno cfr. anche PPC (Sirboni): "Si tratta diprendere sul serio la conversione da noi stessi, dall'interno della Chiesa, per ritrovare l'entusiasmo di chi scopre il tesoro nascosto in un campo, di chi trova una perla preziosa, di chi ritrova la dracma smarrita per poi comunicare la gioia ai vicini di casa”.

[8] Cfr.  Rito della Penitenza n. 20 e 29.

[9] Cfr.  Messaggio per la GMG 2000 n.1.