Pastorale Giovanile - Ravenna
Racconti
Be' raccontare la mia esperienza in questa XV GmG è un po' strano, in quanto è stato strano il modo in cui vi ho partecipato... Diciamo che erano mesi che aspettavo "Roma", memore della bella esperienza parigina. Il martedì pomeriggio a P.zza S. Giovanni in Laterano mi ero "caricato" moltissimo: il ritrovarsi assieme a tanti giovani e le parole del Papa non mi avevano lasciato indifferente. Poi neanche la prima catechesi... ed ecco arrivare 2 belle (si fa per dire) coliche renali che anno compresso il mio normale pellegrinaggio... Non mi dilungo molto sui particolari: sicuramente la mia esperienza è e rimarrà comunque un pellegrinaggio (particolare). Sono convinto che certe cose non capitano a caso: bisogna esser bravi a capire la volontà di Dio anche in queste situazioni. Sicuramente devo esser grato a Giacomo per tutto l'aiuto che mi ha dato, alla mitica famiglia romana che mi ha accolto e alle preghiere dei miei amici: sicuramente senza queste tre cose il mio viaggio a Roma sarebbe stato solo un viaggio e non un "Pellegrinaggio" (con la P maiuscola). Ciao, Er Colica
" O ROMA FELIX"......?
Cos“ l'ha definita il Papa nel suo discorso d'apertura della quindicesima Giornata Mondiale dei Giovani in piazza S.Giovanni. Beh, chiedendolo ai pochi eroici romani che in piena estate, con 35¡ all'ombra, in un metrò sovraffollato cercavano di difendere strenuamente i 2 metri quadrati necessari alla loro sopravvivenza.........
Chiedetelo ai volontari, costretti a turni di dieci o più ore, sempre attorniati da pellegrini festanti ( e un po' casinisti) di nazionalità, e quindi, di lingue diverse da dirigere verso la meta non sempre definita..............
Potreste chiederlo anche a noi, pellegrini ravennati, "sopravvissuti di Tor Vergata" dove si narra che qualcuno per difendersi dal caldo abbia adottato lo stratagemma degli struzzi; dove, superate le file per l'acqua, per i bagni, per la Comunione, dato che non si sapeva cosa fare, ci si rimetteva in fila "per risparmiare tempo".............
Chiedetelo, chiedetecelo ......e probabilmente vi risponderemo che il Papa "ci ha visto giusto", che, come sempre, ha saputo guardare in fondo al cuore degli uomini e ci ha trovato la felicità. Una strana felicità, forse, che non si raggiunge con le comodità della vita moderna (perchè a Roma ce n'erano poche!!), né col benessere fisico, né con la ricchezza, ma con la compagnia di Gesù. I volti sorridenti apparsi su quotidiani, riviste, programmi televisivi, sui quali sono stati scritti fiumi di inchiostro, sono l'immagine di questa felicità che non ha bisogno di commenti perché è impossibile da cogliere, definire, spiegare anche per noi che l'abbiamo provata. Le immagini di questa GMG che ognuno di noi ha nel cuore, possono essere diverse: Tor Vergata illuminata da 2 milioni di candele, simbolo del nostro desiderio di incendiare il mondo con l'annuncio del Vangelo, il sorriso di un Papa che sa "tenere il tempo" di noi giovani (e lo ha anche dimostrato nel corso della Veglia), S.Pietro al tramonto, punto d'arrivo di un pellegrinaggio iniziato ben prima di giungere a Roma.
Anche le parole, le frasi, i suoni, le melodie che ognuno conserverà di questo viaggio sono varie anche se "siamo qui, sotto, la stessa luce, sotto la sua Croce, cantando ad una voce... è l'Emmanuel, l'Emmanuel, l'Emmanuel" sarà materialmente difficile da scordare........
Ma l'inspiegabile gioia di quei giorni è la costante di questa 15¡ Giornata Mondiale dei Giovani e il suo senso. Quindi?
Che fare adesso di ritorno da Roma? Analizzarla? Vivisezionarla? Cercare di comprenderla? Attribuirla a una o all'altra forza politica? A uno o un altro movimento ecclesiale? Istituire "le Olimpiadi della Gioia" e determinare inequivocabilmente vincitori e vinti? Forse non è il caso; forse è più utile trasmetterla, fare in modo che esca dai confini del comune di Roma, fare in modo che non solo Roma sia "felix"
Daniela Verlicchi
Ci presentiamo: siamo due ragazze un po' matte un po' normali e, dal pellegrinaggio alla tomba di Pietro abbiamo, giorno dopo giorno, tracciato un percorso, meglio, Il percorso lungo il quale abbiamo camminato.
Il Pellegrino, personaggio principale della nostra "storia", siamo noi e,... tutti i giovani che insieme a noi hanno condiviso questi momenti.
Dio creò il pellegrino e lo chiamò verso di sé.
E Fu sera e fu mattina......1°Giorno!
Il Pellegrino era già stanco, nella fatica tutte le sue povertà venivano a galle,.... ma non si diede per vinto!
Dio vide che era cosa giusta!
E Fu sera e fu mattina e il Pellegrino si addormentò.......2°Giorno!
Il Pellegrino trovò ristoro nella Parola del Signore. Ricolmo di Spirito Santo trovò la forza per proseguire il cammino....
E Fu sera e fu mattina e il Pellegrino non si volle fermare....3°Giorno!
Il Pellegrino, pieno di entusiasmo, affrontò nella gioia un nuovo giorno in compagnia di tanti fratelli. Le tessere del Mosaico cominciarono a trovare posto, il loro posto, ed avere un nome.
E Fu sera e fu mattina e il Disegno aveva ormai preso forma......4°Giorno!
Dopo giorni di gioia ed entusiasmo il Pellegrino si fermò e, accortisi dei suoi peccati cadde..."Gesù fissatolo lo Amò"
Nel giorno della Riconciliazione il Padre gli offrì il suo aiuto, il Pellegrino trovò il coraggio di rialzarsi per affrontare in uno spirito nuovo il Grande Viaggio.
E Fu sera e fu mattina e il Pellegrino "Risorto" era pronto....5°Giorno!
Sandali ai piedi, zaino in spalle, il Pellegrino, Goccia fra tanto Gocce, era in viaggio.....Un fiume di Amici Nuovi con un unico obiettivo....vivere come un corpo solo l'Amore del Padre.
E Fu sera e fu mattina, ma il Pellegrino quella notte non si coricò, voleva vegliare in comunione con il Santo Padre per far sentire al mondo che il suo cuore batteva per lui.....
Dio vide che era cosa buona.......6°Giorno!
L'alba di un Nuovo Giorno; il Pellegrino, pieno della Vera Luce, era pronto a partire.... era chiamato a testimoniare in pienezza, nella sua quotidianità quello che aveva ascoltato e vissuto; quella gioia di vivere che non doveva rimanere chiusa in lui, ma che doveva donare agli altri riempiendo i loro cuori di entusiasmo. In tutto questo sapeva di non essere solo....aveva un Grande Alleato!
E Fu sera e fu mattina e il Pellegrino si addormentò per recuperare le forze per un nuovo giorno......7°Giorno!
.....S.Francesco si faceva chiamare giullare di Cristo....oggi tocca a ciascuno di noi "CANTARE" nel nostro vivere quotidiano Gesù....in questa Missione non saremo MAI soli!
"L'Amicizia percorse il mondo annunciandoci che è giunta l'ora di essere felici....."
Al ritorno da Roma siamo noi i testimoni di quell'Amicizia, noi portatori al mondo, nel mondo della Vera Gioia.
Questa "scoperta" non è avvenuta così come un schioccar di dita, ma giorno dopo giorno è CRESCIUTA, MATURATA, ed ha lasciato in ognuno di noi piccoli SEMINI che, a tempo opportuno porteranno frutto.
Da parte nostra basta veramente poco...un pizzico di SPERANZA e DISPONIBILITA'....gli altri ingredienti li aggiungerà Gesù!
Due Pellegrine
Ciao io sono uno di quei 2 milioni e mezzo di ragazzi che si e' incontrato in una spianata di terra, per poter ascoltare la Parola di Dio. Per me quei momenti sono stati fonte di una grandissima emozione, che anche sotto un sole cocenti ma ha fatto venire i brividi. Devo dire che tutti i momenti vissuti a Roma, sono stati molto importanti per me, a partire dalla Catechesi, fino ad arrivare al bel rapporto che si era creato fra noi ragazzi duranti i vari momenti. E' bello pensare che in tutta Ravenna ci sono ragazzi che come me, hanno assaporato un piccolo momento di intimità con Dio durante il nostro Giubileo. E quindi ringrazio tutti per questa esperienza che con voi e' stata ancora più bella, e come ha detto il Papa durante l'omelia, dalle parole di Santa Caterina da Siena: "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo", quindi tutti insieme cerchiamo di accendere questo bellissimo fuoco, per poter far vedere questa luce che c'e' in noi.
Riccardo Averdi
Una gioia immensa. E' difficile riassumere con parole diverse i giorni passati a Roma per la XV Giornata Mondiale della Gioventù. Potei citare tanti episodi, fatti e momenti che affollano la memoria, e che nel ricordo di depositano e acquistano sempre più spessore col passare del tempo: visi e volti di giovani d'ogni parte del mondo, le strade e le piazze di Roma stracolme di gioventù festante, la compagnia dei propri amici, i momenti di preghiera di gioco, la grande veglia di Tor Vergata, la voce debole di un Papa dalle parole forti....Sopra tutto, la testimonianza di gioia, di pulizia, di pazienza, di fede, di due milioni di giovani. Altri hanno già parlato di queste cose; io allora mi limito a ricordare quella che per me è stata la giornata più intensa: la giornata del pellegrinaggio giubilare a San Pietro, della messa al Circo Massimo, delle confessioni davanti alla grande Croce del Giubileo. Sono stati segni inaspettati, doni preziosi che il Signore ha voluto offrire. Pensare che abbiamo detto Messa lì dove quasi duemila anni fa crocefiggevano i cristiani, in lunghe file, per il divertimento della folla, non è cosa da poco. Ricevere la grazia del perdono insieme a migliaia e migliaia di giovani, è stata una testimonianza di fede sorprendente, disarmante nella sua semplicità (e infatti tutto ciò che in quei giorni è stata semplice testimonianza di fede, i grandi commentatori, "i sapienti e gli intelligenti" non l'hanno capito). La grazia più grande, io però l'ho ricevuta a San Pietro. Ricordate? Ci siamo avvicinati piano (di solito i pullman granturismo ti sbattono direttamente in piazza, in mezzo ad una folla di turisti che non smettono per un istante di fotografare), percorrendo via della Conciliazione in preghiera, lasciando sedimentare dentro di noi la consapevolezza del gesto che stavamo compiendo. Abbiamo visto la grande cupola avvicinarsi sempre di più, quasi che la tomba di Pietro celata lì sotto si materializzasse man mano ad ogni nostro passo. Abbiamo varcato la soglia in un'atmosfera mai provata in altre occasioni: una basilica mai ormai illuminata dalle luce artificiali e per questo più intima e meno solenne, animata dalla presenza di gruppi di giovani in preghiera; veri pellegrini e non turisti con lo sguardo all'insù. In quella giornata ho potuto ripercorrere duemila anni di storia e mi sono sentito parte viva di questa grande storia comune. Anch'io, insieme a tanti fratelli nella fede, ho potuto confessare e testimoniare la mia fede in Cristo Gesù, come Pietro, come Paolo e come i tanti martiri del cristianesimo, senza i quali non sarei qui, senza i quali non avrei potuto ricevere, trasmessa ininterrottamente, la fede nel Risorto. Non pensavo di fare il pellegrino, in quei giorni a Roma, e invece l'ho fatto ed è stata l'espressione più bella e importante che potessi vivere: tornare alle origini della fede cristiana e ringraziare per essere qui, dopo venti secoli a riceverne i benefici. Come al solito quando è il Signore a mettersi in mezzo, i tuoi piani escono scambiati, le tue previsioni si riduco a poco: tu chiedi una cosa, Lui te ne dà un'altra; tu pensi che si, le cose andranno così e poi così... alla fine ti rimane lo stupore per i doni che Lui ha preparato apposta per te. Io penso che i frutti della GMG, con l'aiuto dello Spirito, presto o tardi arriveranno. Tutto quello che di unico e speciale ciascuno di noi ha vissuto in quella settimana, anche se lì per lì non se ne è reso conto pienamente, rimarrà e fruttificherà: diverrà forse più dolce e sbiadito nel ricordo, più vivo e forte nella mente.
Giandomenico