Don Orione oggi

Rivista mensile della Piccola Opera della Divina Provvidenza

Due milioni di giovani incontrano il Papa

MASSA O LIEVITO?

di Giovanni D'Ercole

La Giornata Mondiale della Gioventù ha mostrato ancora una volta, se ce n'era bisogno, quanto sia diffusa e sentita nel mondo dei giovani la simpatia verso questo Pontefice. Un affetto profondo lega i "Papa boys" all'anziano Giovanni Paolo II, che chiamano il nostro Papa, perché lo sentono "loro".

Ed era evidente l'interesse per la sua persona, per le sue parole durante i giorni dell'incontro mondiale. Un piccolo ma significativo esempio: a Tor Vergata, sabato notte, il 19 agosto.  Mentre sul palco si svolgeva la veglia (che sembrava rispondere per la verità più ad esigenze televisive che alle attese dei due milioni di giovani presenti) i giovani per lo più sembravano non essere interessati. Nemmeno nei settori più vicini, dove mi trovavo, c'era una grande attenzione e probabilmente un grande interesse. Ma come il Papa ha cominciato a parlare, tutto è cambiato. Ho visto subito, quasi per contagio, stabilirsi un silenzio generale e le parole del Santo Padre, come sempre, sono state seguite e a più riprese applaudite.

Esigenze di verità

I passi più applauditi sono stati quelli in cui egli ripropone le "esigenze" del Vangelo, i valori cristiani da vivere senza sconti e senza compromesso. Nei dibattiti televisivi interminabili, che hanno accompagnato quest'evento giubilare, si è tentato di valutare il fenomeno "giovani e fede" esploso in questo modo a Tor Vergata. Sono state viste e sentite elucubrazioni e commenti spesso complicati, che risentono d'una cultura sorretta dalle incertezze del pensiero debole. "Si, ma; tutto bello, però..." e giù considerazioni di persone in cerca di argomenti e a corto di convinzioni. E che dire di quell'insistere quasi patologico sul "sesso" dei giovani? Alcuni di essi, intervistati, hanno replicato e sorprendenti sono apparse le loro risposte per la maturità dimostrata.

Si sentono capiti dal Papa

Questi sono i nostri giovani, la speranza del terzo millennio, il futuro dell'umanità. Si sentono capiti dal Papa e lo amano senza vergognarsi di dirlo e testimoniarlo. è un fenomeno nuovo nella Chiesa. In un mondo dove brilla l'assenza di veri punti di riferimento, la gioventù ha fatto la sua scelta, ha trovato la sua stella e va avanti per la sua strada. E' un fenomeno che invita a riflettere e faremmo bene noi adulti, genitori, educatori, sacerdoti, a lasciarci interpellare. Il mondo cambia e rischiamo di trovarci fuori dal quadrante della storia, con una gioventù che va per suo conto, che non si fida più degli adulti, che spesso non vengono presi sul serio. Ci vedono, forse, incerti, confusi, chiacchieroni e poco coerenti.

Un miracolo ed un impegno

Ma come far proseguire il miracolo di Tor Vergata e questo promettente e straordinario dialogo tra il Papa e i giovani? Non può restare un evento isolato in attesa del prossimo appuntamento a Toronto fra due anni. Mi è parso di capire che è nato un modo nuovo di fare pastorale giovanile, che valorizza l'incontro comunitario di massa, ma non trascura il valore del dialogo personale. Quante confessioni durante la GMG al Circo Massimo! Ho potuto confessare per circa dieci ore, nei tre giorni e ho toccato con mano quanta sete ci sia di Cristo e della sua verità. Ma chi accompagnerà questi ragazzi? E' nella pastorale ordinaria che deve calarsi l'esperienza itinerante delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Emozione shock

Quest'incontro di Roma, come i precedenti e specialmente quello di Parigi nel 1997, è stata per me una grande emozione, ma anche uno shock.  E' stata una sorpresa per tutti rendersi conto che un milione, addirittura sino a due milioni alla fine, di ragazzi e ragazze d'ogni parte del mondo trascorrano insieme una settimana, “conquistando“ pacificamente Roma: non una scritta sui muri, non un ramo spezzato, non un manifesto strappato. Entrano senza spingere nella metrò e negli autobus, sopportano il caldo e la fatica, vanno tutti in strada, a piedi, senza lamentarsi per chilometri e chilometri. Cantano e sorridono: Ma da dove vengono? Non sono gli stessi che incontriamo ogni giorno? Non è poco se si pensa a certi episodi di teppismo nelle scuole e negli stadi.

Massa, ma anche lievito

Questo non può non colpire tutti, educatori e sacerdoti e professori, genitori e pubblici operatori che vivono accanto ai giovani. Dalla GMG viene una lezione, una provocazione,  un invito a meditare e riflettere. Padre Borgomeo, Direttore della Radio Vaticana, commenta così: - "Tutta questa massa (di giovani) è sì una massa; io direi provocatoriamente, che è molto di più. è un lievito. Il lievito è qualcosa che è chiamato a "sparire" nella pasta, se vuole dare alla pasta la fermentazione che poi fa il pane". C'è motivo di pensare per tutti! Per i giovani protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù e per gli adulti.