Avvenire

Mercoledì 30 agosto 2000

L'inizio dell'Ostensione ha profondamente toccato la città. Protagonisti i giovani di diversi Paesi

Torino al passo della Sindone

Un record: in quindici giorni sono arrivati ben 200mila pellegrini

La folla silenziosa riempie il duomo Superato il mezzo milione di prenotazioni

Marco Bonatti

Torino. Dopo i giovani, stanno arrivando tutti gli altri. L'ostensione del Giubileo, aperta in anticipo il 12 agosto, sta prendendo il suo ritmo consueto, con il pellegrinaggio continuo, lungo la giornata, di singoli e gruppi, famiglie di turisti e consacrati di comunità religiose, torinesi e gente di passaggio. Ma i primi due giorni, con la città invasa dai giovani delle Gmg sono ancora negli occhi di tutti. Per Torino è stata davvero una "ouverture" eccezionale, in cui la città ha offerto il meglio per questi pellegrini straordinari, che prima e dopo le giornate di Roma sono venuti qui a cercare quel Volto di Cristo che il Papa non si stanca di indicare come scopo e senso della vita.

Proprio il Papa è personaggio chiave di questa ostensione: è lui il "proprietario" della Sindone, dopo la donazione fatta da Umberto di Savoia nel 1983; ed è lui che ha voluto le due ostensioni così vicine, proprio per sottolineare il carattere giubilare di questa attuale. La Sindone per Giovanni Paolo II è molto più che un "problema scientifico" o una veneranda immagine: è il richiamo preciso, fortissimo, alla passione e morte del Signore, al mistero della sua risurrezione. é "specchio del Vangelo" ma insieme anche "sfida all'intelligenza", come ebbe a dire durante la sua visita il 24 maggio 1998. Proprio in questa sfida, per il Papa e per i giovani, consiste la "modernità" della Sindone, il suo essere così evidente e insieme così "impossibile".

I giovani delle Gmg hanno vissuto il pellegrinaggio alla Sindone con il senso preciso di questa "ricerca del Volto", suggerito con forza anche dall'arcivescovo Poletto che li ha guidati: una ricerca che non è un mito, ma la scoperta di se stessi, nel significato della vita che si trova solo in Gesù Cristo. Ora la stessa ricerca continua per le altre migliaia di pellegrini che si snodano lungo il percorso attraverso i Giardini Reali fino alla "prelettura" e al silenzio del duomo.

Finora si è superata la soglia del mezzo milione di prenotati; i visitatori di questi primi 15 giorni di ostensione sono stati circa 200 mila (150 mila con prenotazione, gli altri che si sono fermati a guardare e pregare entrando dalla porta centrale del duomo: la navata principale della cattedrale è piena di gente silenziosa nei banchi, a ogni ora del giorno e fino a sera).

I numeri dei pellegrini sono per adesso inferiori rispetto a quelli dell'ostensione del 1998, ma non è un dato preoccupante, per diverse ragioni. Innanzitutto l'ostensione comincia solo adesso (la prima data di inaugurazione avrebbe dovuto essere il 26 agosto), e ogni giorno si aggiungono circa 10 mila prenotazioni, attraverso il numero verde e Internet. Inoltre la "concorrenza" di Roma è molto forte: quest'anno molti pellegrinaggi di parrocchie e comunità si sono concentrati comprensibilmente sulle tombe degli apostoli, piuttosto che sulla Sindone. Un solo dato: lungo tutto il 1998 l'Opera diocesana pellegrinaggi ha organizzato da Torino viaggi nella capitale per 455 persone; da gennaio ad agosto del 2000 i pellegrini che dal Piemonte si sono recati a Roma sono 10.600, e nel conteggio non sono compresi i gruppi e le parrocchie che hanno organizzato direttamente il proprio viaggio.

Una "novità" dell'ostensione giubilare sono gli stranieri: grazie anche ai giovani delle Gmg il numero dei non italiani di fronte alla Sindone in questi primi 15 giorni ha già superato il totale di presenze straniere dell'ostensione 1998. Le prenotazioni, giunte da 120 paesi, sono complessivamente 63.799, pari al 12,93%, mentre nel 1998 gli stranieri che vennero a Torino furono 58.829 (2,80% del totale), provenienti dal 67 paesi. I più numerosi sono sempre i francesi, seguiti da polacchi e americani; in forte crescita le prenotazioni da Israele.

L'ostensione della Sindone si caratterizza però, soprattutto, per il suo stile "giubilare": in Piazzetta Reale, a conclusione del percorso di pellegrinaggio, è stata realizzata una penitenzieria, con annessa cappella dell'adorazione. Anche qui, come al Circo Massimo di Roma, la coda per le confessioni è continua; e la cappella della preghiera, dove è esposto il Santissimo per tutta la giornata, non è mai deserta. Ritorno del sacro, bisogno di ritrovare se stessi, occasione di raccoglimento? Non tocca ai cronisti spiegare, ma descrivere quel che accade: ed è una realtà per lo meno inconsueta, questa di gente - giovani, e moltissimi adulti - che tranquillamente fa la coda, in mezzo alla piazza centrale di Torino, per andare a confessarsi. Un fenomeno che ha lasciato sconcertati (e irritati) non pochi intellettuali "illuminati" di questa città, che hanno stentato a spiegarsi perché accadessero cose del genere. Ma non per questo la gente ha smesso di venire a confessarsi.

La "penitenzieria" è anche una grande storia di accoglienza e di fraternità: vi ruotano 159 sacerdoti, solo una cinquantina torinesi: gli altri provengono dagli ordini religiosi e dai Collegi missionari romani. Sono accolti nelle case religiose torinesi, e anche in alcune famiglie, per il periodo in cui rimangono in città per il proprio servizio. Altre famiglie avevano accolto "come figli propri" i giovani delle Gmg in agosto. Ancora, comunità parrocchiali torinesi si sono "gemellate" con altre parrocchie del Sud Italia o di altri paesi europei per ospitare gruppi di pellegrini nelle case e organizzare momenti di incontro e di preghiera comune. Una rete speciale di accoglienza è stata predisposta per i pellegrini provenienti dalle Chiese cattoliche dell'Est europeo.