Avvenire

Giovedi 25 Gennaio 2001

LETTERE IN REDAZIONE

COME CAMBIA LA RICONCILIAZIONE

Caro Direttore,

si è concluso da pochi giorni l'anno giubilare e con esso il nostro anno di missioni, che nelle previsioni iniziali doveva coinvolgere la valle del Secchia, la nostra zona di Sassuolo. Per arrivare pronti a questo appuntamento ci siamo preparati negli ultimi tre anni, con approfondimenti ed incontri per formarci una fede più matura e portare un annuncio di speranza ai nostri coetanei con competenza ed entusiasmo. Nel 2000, attraverso diverse iniziative, ci siamo messi in gioco cercando concretamente di testimoniare il nostro cristianesimo. Molto originale è stata l'idea di dividerci in diverse "specialità", cos“ che ognuno potesse essere missionario nel suo campo di competenza, nella musica, nella scuola, nel volontariato, tra le coppie, nello sport...

Mai però avremmo immaginato di diventare protagonisti di un evento a carattere mondiale come la Gmg: il Jump (cos“ si chiama la nostra "rivoluzione giovane") è arrivato fino a Roma: a noi jumpers è stato infatti proposto di gestire l'area del Circo Massimo, zona riservata alla Riconciliazione. Con grande senso di riconoscenza molti di noi si sono messi a disposizione per un servizio straordinario: il nostro compito era di accompagnare i penitenti che desideravano accostarsi al sacramento del Perdono, prepararli e gioire per la grazia ricevuta; per intenderci, eravamo quelli con la maglietta del "servizio confessioni". Senza alcun merito siamo stati testimoni della conversione di tanti giovani che hanno riscoperto l'abbraccio di un Padre, vivendo tre giorni di paradiso. Percepivamo quasi tangibilmente quanto il Signore si rallegrasse e facesse festa nei cieli per ogni suo figlio ritrovato.

Ciò che abbiamo proposto in quei giorni è un modo nuovo di intendere il sacramento, non più vissuto semplicemente nel rapporto del penitente con il sacerdote, ma nella comunione con la Chiesa; i giovani che accompagnano i giovani e con loro condividono un momento di raccoglimento e di festa. Nella nostra parrocchia abbiamo continuato ad accostarci alla confessione con l'aiuto e la preghiera di un nostro amico; in questo modo ognuno di noi ha capito e sentito l'esigenza di riconciliarsi non solo con il Signore ma con tutti coloro che ha ferito con il suo comportamento. Ringraziamo ancora il Signore per il dono che ci ha fatto!

Pietro e Bernadette

"servizio confessioni"

Sassuolo (Mo)