AGENZIA INTERNAZIONALE FIDES - n. 3384 -
25 agosto 2000 - ni 481
Chiesa del 2000 - GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' - GIUBILEO DEI GIOVANI-VATICANO
GMG 2000: i giovani del '68 superati dai giovani di Wojtyla
Intervista a Sua Ecc.za Mons. Stanislaw Rylko, Segretario del Pontificio Consiglio Per i Laici
Città del Vaticano (Fides) - Il "day after" Tor Vergata è già tempo di bilanci. Mons. Rylko, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici è stato chiamato, insieme con gli organizzatori della GMG 2000, a pranzare con il Papa a Castelgandolfo. Com'è il Papa "il giorno dopo"? "Contento", dice mons. Rylko, "ci ha ringraziato tutti. Le GMG sono davvero una creatura sua, esprimono la sua storia fin dagli anni '50, il modo in cui lui faceva la pastorale universitaria. Quando il Papa dice che i giovani sono la sua speranza, la speranza della Chiesa, non proclama slogan, ma afferma una sua esperienza di pastore. E i giovani gli rispondono. Lunedì 21, il Papa si è dovuto affacciare tre volte alla finestra: a Castelgandolfo erano arrivati pellegrini del GMG che gridavano, applaudivano, e pregavano sotto le finestre della villa pontificia. E lui non rimane indifferente: si affaccia, li benedice, li saluta". Con queste annotazioni, di cronaca un po' speciale, inizia l'intervista di Fides con mons. Stanislas Rylko, per fare insieme a lui un bilancio della GMG 2000.
Il Giubileo dei Giovani a Roma ha colto tutti di sorpresa....
La GMG 2000 è stata anzitutto un dono del Grande Giubileo per la Chiesa, il mondo e gli stessi giovani. é stato un evento in collaborazione fra Dio, particolarmente presente nell'Anno Giubilare, e i giovani, che hanno risposto con entusiasmo. Dio, quando dona, sorprende sempre per la sua generosità. Questo elemento di sorpresa e di stupore era molto presente a Roma, a Tor Vergata, a San Pietro, alla Via Crucis, alla Porta Santa, ma soprattutto al Circo Massimo, dove migliaia di giovani si accostavano al sacramento della confessione. é stato un dono enorme, il cui significato deve essere compreso. Per questo la GMG non si conclude il 20 di agosto.
La GMG a Roma è stata anche un segno grande della Chiesa che si fa presente nei giovani; un segno della giovinezza della Chiesa. Il Santo Padre lo ripete spesso: le GMG sono uno specchio per la Chiesa; in esse si manifesta al mondo il suo volto giovane, la freschezza, la novità di un messaggio che non invecchia: Gesù Cristo è sempre attuale; la sua Parola non cade mai a vuoto, e dà frutti ad ogni generazione. é un grande segno dei tempi: la Chiesa ha riscoperto di essere attraente per i giovani.
Ma la GMG è anche un segno per il mondo: questi giovani sono diversi da quelli del passato. L'espressione "Papa-boys" è un po' banale, ma ha una verità: la più parte dei giovani presenti a Roma sono "figli" del suo pontificato, hanno l'età del pontificato di Woityla: essi sono davvero la generazione di Giovanni Paolo II. I giovani sono sincronizzati con questo Papa, lo seguono e si fidano di lui. Se uno volesse farsi un'idea dei giovani d'oggi, con gli incidenti del sabato sera, la droga, la delinquenza, ne avrebbe un'immagine triste e senza futuro. A mio avviso, quest'immagine triste non è completa, anzi è falsa. C'è una nuova ondata, una gioventù diversa da quella presentata dai media, diversa anche dai loro padri. Tanti giovani, venuti alla GMG, hanno i genitori non credenti. C'è una generazione nuova che scopre ciò che i loro padri non hanno scoperto nŽ valorizzato. Dopo la generazione del '68 c'è quella di Giovanni Paolo II.
Anche voi non vi aspettavate una partecipazione così....
La partecipazione ha avuto due aspetti: quantitativo e qualitativo. Per il mondo dei media la partecipazione quantitativa è più convincente. E questa c'è stata in modo sorprendente. Dio ha dato un segno: sta crescendo una nuova generazione di giovani che cercano il Signore o che l'hanno trovato; giovani che vedono la Chiesa come la propria casa. E che hanno trovato in Giovanni Paolo II una guida spirituale, che amano e di cui si fidano. La qualità è stata ancora più sorprendente. Ascoltando i vescovi e i giovani stessi, dobbiamo dire che è stata una GMG pregata e vissuta in ginocchio. Questo è un segno profondo dei giovani per i loro coetanei. I giovani hanno evangelizzato, anche senza parole: aspettando per ore in piazza San Pietro; partecipando alle catechesi con raccoglimento; accostandosi al sacramento della Riconciliazione. Quello al Circo Massimo è stato il segno della testimonianza più radicale. Anche il raduno a Tor Vergata, dove nonostante la stanchezza, la fatica, il caldo, i giovani hanno saputo raccogliersi e pregare.
Dono e segno sono i due criteri chiave per capire questa GMG. Il suo messaggio è talmente ricco e complesso che occorrono settimane e mesi di riflessione per cogliere il significato. Ci vorrà uno sforzo comune di giovani e pastori per educatori per comprendere il compito che è legato al dono. I giovani ci sono, la sete di Cristo è grande: bisogna rispondere coi metodi educativi adeguati.
La Chiesa è spesso ridotta a predicatrice di valori, di regole, di attivismo (giustizia, pace, ecologia, etc...) ma è come se tutto questo dimenticasse il centro. A questa GMG è successo qualcosa di speciale...
In questa GMG fondamentale è stata la domanda di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro. "Cosa siete venuti a fare qui? Chi siete venuti a cercare?". Il Papa ha focalizzato la GMG sull'incontro con Gesù Cristo. Io vedo questo fenomeno delle confessioni come la risposta più adeguata alla sfida lanciata dal Papa: il Signore si incontra in modo più intimo e vero con il giovane nella confessione e nella conversione del cuore. Il Santo Padre ha anche parlato di "laboratorio della fede". Questa GMG è stata un "laboratorio", un itinerario molto intenso che conduce la persona alla scelta della fede. Naturalmente non bisogna contrapporre l'esperienza dell'incontro con Gesù Cristo con le conseguenze pratiche di questa fede. Ma è giusto sottolineare la radice, la scoperta di Gesù Cristo. Il resto è conseguenza. Ma se si costruisce dalle conseguenze, la costruzione cade.
E i media? I politici? Cosa hanno capito?
Solo verso la fine i media hanno capito che il rapporto del Papa coi giovani non sa di manipolazione. Il Papa aiuta i giovani ad aprire il loro cuore a Gesù Cristo. I politici invece incontrano i giovani in modo utilitaristico, manipolandoli e non interessandosi a loro. Qui sta la differenza: nella verità e nella sincerità. I giovani lo percepiscono: vengono a questi raduni mondiali, incontrano il Papa e sanno che il Papa non ha calcoli nascosti su di loro, ma vuole solo il loro bene più profondo.
Cosa è urgente da capire per i pastori ?
Durante la GMG si propone un metodo pastorale giovanile: essere concentrati sull'essenziale. A volte parliamo ai giovani di mille cose, molto attraenti - secondo noi - ma dimentichiamo che il primo diritto dei giovani è sentire di Gesù Cristo e del suo Vangelo. Credo che questo lo abbiano capito soprattutto i movimenti ecclesiali: nella pastorale giovanile è necessario l'annuncio diretto di Gesù Cristo. Certo occorrono anche tanti altri contenuti, ma essi, senza l'annuncio sono una schiuma senza contenuto.
Nella pastorale giovanile molto dipende anche dagli educatori: come essi stessi vivono la fede e hanno incontrato il Signore. Se uno ha incontrato Cristo, e la sua vita è cambiata radicalmente, sarà anche un buon educatore perché comunicherà quello che gli è successo.
Un altro elemento da capire, molto caro al Santo Padre, è l'importanza e la bellezza della giovinezza nella vita dell'uomo. é un periodo della vita molto speciale. Per questo occorre dedicare alla pastorale giovanile il meglio delle risorse.
Infine, la radicalità. Il Papa dice: io sono amico dei giovani, ma un amico esigente. Non si è amici se si acconsente a tutto, se si applaude a tutto quello che loro dicono e vogliono. Talvolta i giovani dicono di volere cose che essi stessi in fondo non accettano. Il Papa non ha paura di chiedere loro di essere santi, di essere puri prima del matrimonio, di decidersi a una vocazione consacrata. Talvolta, fra gli stessi sacerdoti si prendono come criterio-base le aspettative dei giovani, ciò che sembra piacere a loro. Ma le voglie non esprimono la verità più profonda. é importante accettare i giovani, ma è importante accettarli nell'amore e nella verità, chiamando il bene "bene" e il male "male".