Gazzetta del Sud
24 Agosto 2000
Il Circo Massimo diventa un gigantesco confessionale
Fabio Negro
ROMA - Solo tre mesi fa il pratone di Tor Vergata conosceva soltanto il pascolare delle pecore. Se in lontananza non si intravedessero palazzi moderni e se il terreno non fosse stato attraversato da una linea elettrica con due piloni d'alta tensione, la scena non sarebbe stata diversa da quelle che fotografavano, più di cento anni fa, i fratelli Primoli. Il vecchio casale rossastro avrebbe aggiunto un ulteriore tocco all'immagine. A pochi giorni dalla XV "Giornata mondiale della Gioventù" tutto, o quasi, è cambiato. I piloni dell'alta tensione sono scomparsi. Il profilo è dominato dal palco di legno che ospiterà il Papa sotto la grande croce che fa da "faro" per i pellegrini. Il casale, invece, è rimasto e servirà per la raccolta degli oggetti smarriti, ma dappertutto sono spuntate tende, e, meno poeticamente, centinaia di gabinetti chimici. Dal pomeriggio del 19 agosto a tutto il 20 quando il Papa celebrerà la messa e un milione di giovani proclameranno il loro "Credo" accendendo altrettante riproduzioni di un lucerna ritrovata nelle catacombe, la "Giornata della Gioventù" sarà all'apice. Saranno quasi due milioni i giovani che parteciperanno alla giornata, ma già ieri il pratone al limitare della nuova università ed il palco che ospiterà il Papa davano l'impressione che i lavori fossero finiti e che si aspettasse solo l'entrata in scena del protagonista, il Papa, e degli attori, i giovani. Nemmeno un pizzico di quei frettolosi lavori all'ultimo minuto che in genere precedono la "prima". Le costruzioni, il lungo palco di legno che ospiterà il Papa e gli spettacoli, le tende per la distribuzione dei pasti sono tutte praticamente senza fondamenta. Sotto il terreno pare che ci sia una villa romana del primo secolo a.C. i cui resti non sono stati toccati. Davanti al palco papale e di fronte a quello riservato agli handicappati (gli altri troveranno posto sul prato) sono state piazzate 1500 fontanelle per dar ristoro agli assetati. Altre tende sono pronte per gli affamati (sono pronti sei mila quintali di pane e 4.200 di pasta). Maxipentole - padelloni di un metro e mezzo di diametro - cucineranno i pasti per tutti. Lunedì solo la cena, sabato prossimo solo la prima colazione gli altri quattro giorni tre pasti. Menù? Tipicamente italiano, e quasi certamente anche gli stranieri non si aspettano altro: amatriciana, per esempio, e pollo alla romana, fusilli al pesto e padellata di pesce. E i vegetariani? domanda un giornalista. C'è sempre il formaggio. Altri ristoranti saranno pronti in tutta Roma, soprattutto alle Terme di Caracalla, dato che il Circo Massimo è stato trasformato in un gigantesco confessionale all'aperto.