20 Agosto 2000
il Tempo
Parigi – Plausi e in qualche caso stupore per la gigantesca organizzazione che Roma ha offerto alle Giornate mondiali della Gioventù si riscontrano sui media francesi, in qualche caso dubbiosi sui contenuti dell’evento.
“Le Figaro” che annuncia l’”apoteosi” delle Giornate Mondiali della Gioventù elogia l’organizzazione capillare ed efficace dei punti di ristoro nella capitale, il cui catering è peraltro affidato ad una ditta francese, la Sodexho. I punti di ristoro, organizzati con una “logistica imponente”, “sostituiscono con profitto le trattorie romane, in maggioranza chiuse per il 15 agosto”.
“Liberation” definisce la confessione di massa al circo Massimo come “una fabbrica lava peccati” e intervista un prete ceco secondo il quale “alcuni ragazzi non sapevano nemmeno distinguere i peccati veniali da quelli mortali. Ne ho incontrato uno – dice ancora il sacerdote – che non sapeva che si dovesse fare penitenza e astinenza il venerdì”.
Per “Le Monde”, la marea di giovani convenuta a Roma testimonia di “una nuova generazione che osa affermare la fede”, ma “la gerarchia cattolica si guarda bene dai trionfalismi. Le chiese rimarranno vuote di giovani come ora”.
“Liberation” dedica poi un dossier al “cittadino credente”, in cui si spiega come “di fronte alla crisi della politica” le religioni vogliono “pesare sulle scelte della società civile”.
Il Giubileo dei giovani non sembra colpire invece la stampa Usa: solo il “Washington Post” dedica spazio alla colossale massa di giovani che da tutto il mondo ha invaso Roma, parlando, in una breve colonna ripresa da un’agenzia, di “Woodstock cattolica” e riprendendo la definizione di “Papa-boys” e “Papa-girls” inventata dalla stampa italiana.
In televisione, solo il Catholic tv network offrirà ai telespettatori brani in diretta degli eventi cui prende parte il Papa, in particolare la messa a Tor Vergata, ma per il resto le notizie sul milione di giovani pellegrini che hanno invaso la Capitale sono per lo più confinate ai pezzi d’agenzia.
Qualche giorno fa, il conservatore ‘Washington Times’ ha scritto un’analisi nella sua pagina dedicata alla religione, lamentando la scarsa copertura del Giubileo da parte dei media americani.