Libertà

18 agosto 2000

Cronaca Italiana

Striscioni e canti, la preghiera è slogan

E la bandiera della Gmg viene messa al collo come una bandana

L'dentikit del giovane pellegrino

Roma Ma chi sono questi marziani intorno ai vent'anni arrivati a Roma a centinaia di migliaia in un agosto rovente? Difficile rispondere e forse rischioso stabilire delle distinzioni nette. Molti sono qui perchè l'esperienza di Parigi fu un grande evento collettivo che ha funzionato da ripetitore. Poi ci sono quelli delle organizzazioni cattoliche, gli scout sono i più riconoscibili per via del fazzolettone della divisa, dei calzoni corti blu. Il primo giorno di raduno a San Giovanni è capitato di vedere un folto gruppo proveniente da Vittorio Veneto cantare all'unisono e senza le sbavature dei nostri calciatori l'inno di Mameli, così, tanto per smentire i luoghi comuni sul nord-est del paese. Dietro di loro una cinquantina di ragazzi delle parrocchie romane sceglievano il classico inno vendittiano "Grazie Roma", inequivocabilmente dedicato alla squadra, e in questo caso anche alla città. Ancora dietro si sentivano le note della sigla di un cartone animato di vent'anni fa, "Goldrake", diventato negli anni della postmodernità un motivo da discoteca. E poi certo anche la canzone "Emanuel", famosa in tutti i circoli giovanili cattolici. In piazza i giovani italiani si sono scatenati nella ola e nell'ormai famoso "Resta-con-noi!" al quale il papa ha risposto con la consueta prontezza: "Seguitemi idealmente a San Pietro!". Ma solo idealmente per carità, tanto che la papa-mobile per evitare equivoci si è messa a correre sul serio. A San Pietro era stata predisposta una tipica coreografia da stadio, con cartoni colorati poco più grandi di un foglio che venivano sventolati quando il pontefice "chiamava" le singole nazionalità presenti. Si vedono molti gruppi con in mano un libretto azzurro preparato dal Pontificio Consiglio dei laici, contiene canti e preghiere da recitarsi nell'avvicinamento alla tomba e alla porta santa di San Pietro. Una guida legge un brano e gli altri rispondono. I tempi del percorso sono stabiliti autonomamente da ciascun gruppo. Così è capitato di vedere un gruppo parrocchiale proveniente da Piana degli Albanesi in Sicilia, comunità greco-bizantina, guidato dal loro "papas", cioè il prete. Ma c'è anche qualcosa di calcistico nello sventolio delle bandiere di tutti i paesi, delle città, ma senza il clima di contrapposizione violenta delle partite. E' comunque evidente che stendardi, vessilli, bandiere nazionali, stemmi, simboli vari, compongono altrettanti pezzi di un'identità, segni di una presenza specifica che vuole essere riconosciuta. Tutti o quasi infine, favoriti dal caldo, hanno fatto della bandiera colorata della Gmg una bandana, il che dà alle lunghe marce attraverso il caldo romano un tono eroico e avventuroso. "Buon pellegrinaggio" si salutano due ragazzi al Circo Massimo.