17 Agosto 2000

la Liberazione

La carica dei Papa boys giubilari

I pellegrini sfilano per le vie di Roma sotto un caldo mozzafiato. Gadget, confessori no-stop, libri e videocassette cult

Poverini. Sembra che Dio non li ami poi troppo. Il giorno dopo l’apertura del mega raduno, quella GMG che sta per Giornata Mondiale della Gioventù, evento clou del Giubileo 2000 , i ragazzi qui giunti da ogni parte del globo sono accolti, sotto un caldo che mozza il fiato , dalla più classica delle città spettrali di ferragosto , una Roma totalmente chiusa, serrata a saracinesche letteralmente abbassate, e niente bar caffè negozi. Loro sciamano coraggiosamente in maglietta e scarpe da ginnastica , cappellacci multicolori, con bandierine …e vessilli stancamente innalzati , pellegrini giovani già sfiancati di mattina, sotto la vampa che picchia sulle lunghe file ondeggianti di zaini e fazzoletti ….Poverini, piazza Cavour è un bivacco di bagni chimici azzurri e tende bianche dove si vendono souvenir giubilari (per lo più  croci rosari, magliette) libri ad hoc e bibite rigorosamente calde. Sdraiati sull’erba, gli zaini per terra , circondati da cartacce, bottiglie vuote ed esalazioni grevi la GMG offre quel colpo d’occhio lì, marciapiedi  invasi e prati brutalmente calpestati, la città muta sotto la carica dei ragazzini del Papa. Cercando Dio (ma anche una fontanella di acqua fresca) ai volenterosi bravi boys giubilari vengono incontro, insieme innumerevoli stand di bibite e panini(vero affare del giorno ), banchetti di libri che lasciano trasecolarti che cos’è la crociata dell’Anno Mille. Vedere per credere, a scelta titoli tipo “vivere per il cuore di Cristo” “la sobria ebbrezza dello spirito” “Dio mio ti amo” “Pregate , pregate pregate .Raccolta di preghiere e canti.”

Sul corpo….. così viene raccomandato “per approfondire la spiritualità della corporeità”. Non mancano le videocassette-cult una certamente strepitosa s’intitola “Ok Giovanni Paolo” e tiene banco una”Bibbia in lingua corrente”.diffusione speciale per il Giubileo: a cura di una Società Libraria Britannica e Forestiera che si vanta- sentite qua- di rendere il teste ebraico e greco con parole e forme della lingua italiana di tutti i giorni; quella consueta e famigliare (sicl: ed è sicuramente da non perdere”Cantainsieme” 260 canti “per cantare la fede”. Per il resto poveri e bruttini i gadget, croci , portachiavi, bandane, rosari, triangolo testa ( e per 35 mila lire discrete monete d’argento del Vaticano) . Scalpiccio, polvere, coca cola , panini, stanchezza, è nello spiazzo assolato e troppo poco verde del Circo Massimo che si tocca il culmine di una giornata senza bellezza. Sullo sfondo delle secolari rovine , così grandi e solenni, il colpo d’occhio non è entusiasmante; decine e decine di tende bianche , gazebo e gabinetti chimici in giro , in giro le solite cartacce  e sacchi di immondizie sparsi sulle collinette sparute e calpestate, la folla giovane disseminata a macchie comparte, molti ragazzi visibilmente cotti, molti vinti dalla stanchezza dormono sotto il primo filo d’ombra , un gruppo è intento a mangiare in contenitori di plastica, sono proprio seduti per terra, in compagnia di frati in saio, barbine e lunghi capelli.

“Transennato, guardato a vista dai volontari in maglia blu, ecco il percorso «sacro», quello della Penitenza Collettiva, quello della Grande Preghiera. Sotto cupole di plastica bianca, ecco un chilometro fitto di angusti stand bianchi e ombrosi, ognuno completo di piccola croce, stola viola, improvvisato inginocchiatoio e sacerdote-confessore in abito candido, pronto ad ascoltare e assolvere i giovani peccatori pellegrini, giunti appositamente sino a lui da chissà dove. Un chilometro di punti-confessionali, uno dietro l’altro proprio come alla Fiera di Milano, nel suo genere un kolossal degno di «Ben Hur» e uno strepitoso successo. Peccatori incalliti? Già, dalle sette di mattina, 16 agosto, lo spazio penitenza e confessione è preso d’assalto, i giovani in fila attendono sotto il primo sole il loro turno di inginocchiarsi davanti al prete vestito di bianco: sussurri, capo chino, segno di croce, i grandi pannelli blu che delimitano le grandi pagode recitano in tutte le lingue del mondo (la confessione qui è possibile farla in almeno 40 idiomi, mica si scherza) una sola frase, piuttosto sibillina: «Fissatolo lo amò», mah”. Appunto, mah.

Entusiasmo allo stand informazioni. Ben 312 sono i confessionali all’aperto, 900 i preti all’opera dalle sette a mezzanotte, 250 gli addetti per le prenotazioni, 2000 i sacerdoti mobilitati per i tre giorni consecutivi: e a “tempo pieno”. Confessioni non stop, avanti un altro, prego. Nel sudore e nella polvere in un turbinio di coccola, acqua minerale, borse a tracolla, richiami vocio: mentre il prete confessa, la folla variopinta va e viene, spinge, parla, saluta, canta: va al bagno poco distante: confessione a gogo, sempre confessione è. Sacchi neri della spazzatura, indaffarati operatori ecologici in tuta arancione, odore di salsiccia e un filo d’incenso, là ,tra chi va e viene, nel rumore e nel disordine. Non bello a vedersi.

                                                                                                  17 Agosto 2000  Maria R.Calderoni