L'Arena

Giovedì 17 Agosto 2000

La confessione. Ieri la giornata del perdono

Pure i peccati sono cambiati

Roma. Cambia il senso del peccato nei giovani, o meglio cambia il modo di raccontare le proprie colpe, di considerare la morale e le regole. Quasi nessuno confessa rapporti prematrimoniali o l'uso di contraccettivi, pochi sono sensibili a peccati sociali come raccomandazioni o evasione fiscale, compaiono sensi di colpa sul poco tempo dedicato ai figli da giovani madri-lavoratrici o sensi di inadeguatezza nei giovanissimi genitori. Pochi percepiscono l'immoralità devastante delle pasticche che girano nelle discoteche e del mondo che vi ruota attorno. Pochi comprendono l'ottavo comandamento, quello che recita "non dire falsa testimonianza". Mentre al Circo Massimo 2000 preti si alternano in 300 confessionali dalle 7 a mezzanotte, 5 confessori accettano di fare il punto su questo sacramento nella giornata del perdono. La morale cattolica sulla sessualità è nota, ma poco praticata e non vissuta con sensi di colpa. "Sui rapporti prematrimoniali o sulla chiusura alla procreazione - afferma p. Costa - i ragazzi sembrano avere un loro equilibrio, li percepiscono come un fatto privato e non li vivono con sensi di colpa".

Sembra sparita dai confessionali la casistica sulle violazioni ai dieci comandamenti o il non rispetto dei "doveri di stato", come studiare o fare bene il proprio lavoro. "Se prima il nesso tra Dio e morale era forte - argomenta p. Feretti - in una società scristianizzata non lo è più, vige la morale del fai-da-te. In questa situazione il confessore più che imporre norme cerca di invitare all'incontro con Cristo, sperando che da questo scaturisca il senso di tutto il resto".

I giovani non si confessano molto spesso, sono legati ai luoghi, agli eventi, le esperienze personali. "Quando muore un amico perché girava senza casco in motorino - racconta p. Sorbi - emerge la percezione delle conseguenze dell'illegalità diffusa".