17 Agosto 2000

Il Tempo

La festa del perdono conquista il cuore dei festosi pellegrini

Più di duemila sacerdoti per confessare un milione di giovani. Al Circo Massimo, in questa mega-chiesa all’aperto si svolge in questi giorni la “festa del perdono”. Da ieri fino a venerdì decine di migliaia di giovani affluiranno nell’antico circo romano per accostarsi al sacramento della riconciliazione. In 300 piccole tende i confessori provenienti da tutti i paesi del pianeta si alterneranno per svolger il proprio ministero sacerdotale.

Dalle sette del mattino fino a mezzanotte, ascolteranno,parleranno si confronteranno coi giovani protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù. Non ci sarà giovane pellegrino che non potrà confessarsi , considerando che sono a disposizione sacerdoti che parlano le lingue più diverse. Dal somalo al malesiano , dal magiaro al cinese.

La confessione è preparata con momenti di preghiera e l’esame di coscienza è accompagnato dalla lettura di testi e preghiere. Inoltre in questo grande santuario ogni giorno sarà celebrata in quattro momenti diversi una Messa internazionale dove potranno prendere parte i giovani di ogni provenienza. In 250 mila ieri hanno celebrato in questo” maxi confessionale “ all’aperto la Festa del Perdono. Tra i peccati più confessati quelli riguardo il rapporto madre-figli, il poco tempo loro dedicato, l’inadeguatezza dei genitori, l’incomprensione, la mancanza di dialogo. Non vengono mai confessati sia i rapporti prematrimoniali, considerati “normali”, sia l’uso di contraccettivi. “Questo succede –spiega Padre Marcello, francescano impiegato come confessore per la Giornata mondiale per la gioventù -non perché c’è disinformazione in materia di magistero e di catechismo. Ma perché si considera l’atto sessuale come un passo normale per la vita della coppia, come se fosse indispensabile per lo sviluppo del proprio fidanzamento”. Ma se cambia il senso di peccato, si è ancora poco inclini a confessare i cosiddetti “peccati sociali” come l’evasione fiscale, le raccomandazione che quasi mai vengono dette. Neppure vengono mai confessate colpe “minori” e come per esempio l’aver utilizzato pasticche come l’ecstasy. “E’ vero anche –continua Padre Marcello- che spesso il rapporto penitente-confessore è difficile da gestire ma spesso anche noi confessori non mettiamo a nostro agio chi si confessa”. Per questo enorme spazio sono state anche utilizzate anche le strutture che furono installate qualche mese fa in occasione del gay-pride. A cerimonia conclusa, molti partecipanti hanno voluto visitare altri luoghi storici di Roma, invadendo le carreggiate riservate a pochi veicoli, ma sempre in modo ordinato. Stanchissimi sono diventati padroni di una città che nel pomeriggio era un deserto. La macchina dell’organizzazione ha risposto perfettamente dai mezzi pubblici ai volontari del giubileo che si sono meritati il plauso delle forze dell’ordine, ai servizi medici. A fine giornata sono state seicento, di cui 17 ricoverate in ospedale, di persone colte da malore, soprattutto per svenimenti dovuti al troppo caldo. La manifestazione avrà il suo clou sabato e domenica prossimi, per il momento culminante e conclusivo del maxiraduno nella spianata preparata nella zona di Tor Vergata, creato dal nulla in un anno di lavori preparatori con la Messa del Pontefice. A lato altre iniziative come quelle di don Riboldi e Spriano, per “non dimenticare la realtà carceraria”, e l’apertura alle altre religioni. Per oggi il programma prevede gli “incontra giovani”, 280 proposte organizzate da movimenti, gruppi e parrocchie.