17 agosto 2000

il Mattino

Cambia il senso del proibito per  i ragazzi del giubileo

I “nuovi” peccati raccolti nel confessionale

Cambia il senso del peccato nei giovani, o meglio cambia il modo di raccontare le proprie colpe, di considerare la morale e le regole. Quasi nessuno confessa rapporti prematrimoniali o l’ uso di contraccettivi, pochi sono sensibili a peccati sociali come raccomandazioni o evasione fiscale, compaiono sensi di colpa sul poco tempo dedicato ai figli da giovani madri-lavoratrici o sensi di inadeguatezza nei giovanissimi genitori. Pochi percepiscono l’ immoralità devastante delle pasticche che girano nelle discoteche e del mondo che vi ruota attorno.

Mentre al Circo Massimo 2000 preti si alternano in 300 confessionali dalle 7 a mezzanotte, cinque confessori di giovani accettano di fare il punto su questo sacramento così difficile da vivere sia per il penitente che per il confessore. Senza pretesa di completezza e attenti alle diverse situazioni personali, geografiche e sociali, il professore salesiano Giuseppe Costa, padre Wojciech Ziolek assistente di universitari polacchi, monsignor Luis Bambaren vescovo peruviano, padre Alfredo Feretti responsabile dei grandi eventi della Gmg e padre Carlo Sorbi, gesuita tra i ragazzi di Secondigliano, dicono la loro sui giovani in confessionale.

La morale cattolica sulla sessualità è nota, ma poco praticata e non vissuta con sensi di colpa <<Sui rapporti prematrimoniali o sulla chiusura alla procreazione – afferma padre Costa – i ragazzi sembrano avere un loro equilibrio, li percepiscono come un fatto privato e non li vivono con sensi di colpa>>. Nell’ esperienza di padre Ziolek invece è vero che su questi temi <<i ragazzi si autoregolano, però continuano a percepire come peccato la violazione delle norme, non si sentono all’ altezza del sesto comandamento>>.

<<La morale familiare la conoscono tutti – afferma padre Feretti – i più maturi la considerano un punto d’ arrivo, una cosa a cui tendere , e questo va bene, ma se poi nessuno si mette in cammino, come si raggiunge la meta?>>. Sembra sparita dai confessionali la casistica sulle violazioni ai dieci comandamenti o il non rispetto dei <<doveri di stato>>, come studiare o fare bene il proprio lavoro. <<Se prima il nesso tra Dio e morale era forte – argomenta padre Feretti  - in una societàb scristianizzata non lo è più, vige la morale del fai da te. In questa situazione il confessore più che imporre norme cerca di invitare all’ incontro con Cristo, sperando che da questo scaturisca il senso di tutto il resto>>. <<E’ un’ impostazione più evangelica e più efficace con i ragazzi  - prosegue – ma resta il fatto che una società senza norme si può disgregare facilmente>>. Tanto se quasi nessuno percepisce come peccato farsi raccomandare per un lavoro o un esame, o non pagare le tasse.

I giovani non si confessano molto spesso, sono legati ai luoghi, agli eventi, come per esempio la Gmg, o le esperienze personali. <<Quando muore un amico perché girava senza casco in motorino – racconta padre Sorbi – emerge la percezione delle conseguenze dell’ illegalità diffusa, e poi la morte cancella il senso di onnipotenza che ti dà cliccare o navigare in internet>>. <<I ragazzi che hanno una formazione religiosa – afferma – monsignor Bambaren – colgono l’ importanza di questo sacramento, molti invece sono confusi, non hanno il senso del peccato; ti può aiutare un clima penitenziale collettivo, anche se il sacramento resta individuale>>. Poi padre Ziolck <<anche se si confessano dopo due anni, sono però consapevoli e sinceri, e per il confessore è un piacere aiutarli: i ragazzi sono giudici severi di se stessi e il confessore deve incoraggiarli e aiutarli a realizzarsi. Sono infatti cambiati anche i confessori e nessuno è inquisitivo o fiscale per padre Sorbi devono essere <<umili e bravi maestri>>, per padre Costa <<educare e ascoltare>>, per padre Zoliek <<umani e buoni, e amare, perché i giovani spesso peccano perché non sono stati amati>>, per padre Feretti non possono essere <<fiscali, perché l’ inquisizione scandalizza i ragazzi, non li libera ma li soffoca>>. Vista l’ attenzione dei giovani alla corporeità si è recuperata l’ imposizione delle mani nell’ assoluzione, e molti fanno a meno del confessionale.