12 Agosto 2000
la Stampa
Francesco Grignetti
ROMA- La Giornata mondiale della Gioventù non è solo Tor Vergata, ossia la Veglia del sabato e la Santa messa della domenica con il Papa. L’altro polo della Giornata - che non si esaurisce in ventiquattro ore, ma dura complessivamente cinque giorni — ruota attorno al Circo Massimo. Tra via dei Cerchi e le Terme di Caracalla, dal 16 al 18 agosto, dalle sette a mezzanotte, sarà di scena la ciclopica Festa del Perdono.
Si annuncia infatti una manifestazione-monstre che il mondo osserverà stupito: duemila sacerdoti confesseranno i pellegrini a ciclo continuo (sono garantite trentadue lingue), duecento volontari si alterneranno per indirizzare i giovani a Roma, trecento confessionali verranno ricavati sotto gazebo e ombrellonj di tela bianca, un maxi-ristorante (160 padelle, da duecento porzioni l’una, in azione contemporaneamente) funzionerà nel verde di Caracalla. Verranno celebrate quattro Messe internazionali durante ogni giornata (con le Letture in più lingue) nella conca infuocata del Circo Massimo, e alla fine, tutte le sere, Adorazione della Croce.
Si calcola che, ogni giorno, di qui passeranno dalle duecento alle trecentomila persone. Giovani reduci dai pellegrinaggi alle Basiliche e naturalniente dalla Porta Santa. Anche qui tutto è pronto: a gruppi di ventimila, dieci ondate al giorno, verranno chiamati con megafoni mentre attenderanno il loro turno su via della Conciliazione. Poi saranno liberi di sciamare per il Centro.
Inevitabilmente finiranno tutti al Circo Massimo. Qui, nell’arena ellittica dove gli antichi romani facevano correre le loro bighe, resa immortale dal film «Ben Hur», da ieri fervono i preparativi. Al centro della spianata è stato montato il palco dove si terranno le celebrazioni. Sono comparse centinaia di bandiere lungo i lampioni che vanno dal Circo Massimo a piazza Venezia. I primi gazebo (quelli delle strutture logistiche) sono già stati installati. I giardinieri del Comune innaffiano con grandi getti d’acqua lo spazio verde (alquanto arido).
«Il sacramento della riconciliazione - annuncia il sito Internet della Giornata - verrà celebrato in forma “giovane” e particolarmente curata nei giorni 16-17-18 agosto: la preparazione, la celebrazione e la conclusione del cammino penitenziale saranno rinnovate e arricchite con testi, gesti e segni appositamente predisposti per la GMG2000. Sarà un’occasione straordinaria per vivere con gioia l’esperienza del perdono accogliente di Dio, per ringraziarlo dei suoi doni e per fare festa insieme a tantissimi amici».
Sarà ricordata anche per questa gigantesca celebrazione «en plein air», insomma, la Giornata mondiale della Gioventù di Roma. Ai sacerdoti è chiesto un impegno massacrante. Ogni due ore verranno sostituiti per un turno di riposo. Da settimane sono stati allertati e invitati via Internet a iscriversi. La risposta è stata commovente, garantiscono gli organizzatori. Il sito è ricco di informazioni, al riguardo. E’ tutto severamente organizzato, dai turni al vitto, all’alloggio. Anche l’abito liturgico: «Ogni sacerdote dovrà portare il proprio camice (il celebrante è invitato a esprimere non solo nelle sue parole, ma anche nel contegno e nell’abito la dignità del momento), mentre la stola sarà fatta fare per l’occasione e sarà regalata a ogni confessore».
C’è un filo di inquietudine, però, che si coglie tra gli organizzatori. Come reagiranno i ragazzi all’invito di confessarsi in massa e in pubblico? Eloquenti sono le cosiddette «Domande frequenti» che il sito Internet espone alla riflessione di tutti. Un botta e risposta su tutti: «Vi sembra opportuno inserire durante la GMG una cosa così “sorpassata” come la Confessione? Da anni, ormai, nella mia parrocchia si confessano solo i più vecchi...». Risposta: «Credo che a un giovane pellegrino in cerca della propria vocazione 300 confessionali possano fare sorgere qualche dubbio sul valore di questo sacramento. Mancare nell’amore.., accorgersene... chiedere perdono per ricominciare con il cuore nuovo., non mi sembrano azioni legate all’età, ma comportamenti del cuore».